venerdì, 12 giugno 2009 ore 12:47

Non ho mai amato scrivere a forza. Ho sempre pensato che l'arte dello "scrivere" fosse qualcosa da coltivare nella spontaneità. Semplicemente un modo per esprimere e dar forma a ciò che percepiamo con i nostri sensi. O a ciò che pensiamo. A nostre riflessioni. A ciò che impariamo nella vita, non solo a scuola o perché ce lo dice "qualcuno". Ma ciò che all'improvviso illumina la nostra mente obnubilata dall'oblio dell'ignoranza. Un'intuizione.

Ecco. Un'intuizione. Stesa su carta con poche gocce d'inchiostro; a volte strisciante, altre appuntita, o dolce, o tremolante. Ogni tratto racchiude in sé un mondo di emozioni.
Anche se ammetto... da parte mia, scrivo più per de-scrivere... cerco di stimolare l'immaginazione di chi legge, allo stesso modo di come è stata stimolata la mia.

Così che la poesia, non sia nelle mie parole... ma nella vostra immaginazione, nella mente e nel cuore di chi le riceve e le modella come meglio sente.

Forse le poesie che ho scritto sinora, sono state più fini a se stesse che dirette a qualcuno.
Forse ho cercato di cimentarmi nel renderle più arzigogolate, ridondanti, artificiose. Ma per farlo bisogna entrare nella poesia, nuotarci dentro, conoscerne ogni singolo segreto, ogni "trucco". Non è il mio caso. Di solito scrivo di getto, quel che sento, quel che mi viene.
Per cui ho "sbagliato"... ho cercato di realizzare qualcosa che non ero realmente capace di fare.
E chino il capo verso i "veri" poeti, che hanno fatto vibrare i cuori, e anche il mio cuore, di tante e tante persone.

Quello che continuerò a fare... sarà "poetare" con i mezzi che ho...
anche con tre semplici puntini... vorrei rendere l'idea e la sensazione che celano. Tre semplici puntini... l'infinito, l'indeterminatezza, la perfezione, il dubbio, l'etereo... In tre semplici puntini...

...

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poesia


lunedì, 09 marzo 2009 ore 14:24

La follia si insinua nelle pieghe più profonde della mente...

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follia


sabato, 31 gennaio 2009 ore 09:04

 

http://img2.timeinc.net/people/i/2006/features/magstories/061225/angelina_jolie2.jpg

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occhidangelo


venerdì, 23 gennaio 2009 ore 22:55

La vita, un sogno,
ombre candide
dietro un vetro appannato.

Quel respiro esalato
caldo si addensa
sulla gelida pelle.

Il vento canta nella nera notte
solo, con le sue mani di cristallo
modella i sogni degli uomini.
Ormai silenziosi, come angeli caduti
dormono nei loro umidi letti.
Sui loro morbidi cuscini
le turgide labbra fremono,
e ancora fremono
al loro tessere febbrilmente nel buio
di oniriche ragnetele d'argento.

La coscienza sprofonda
perduta, confusa
in balia delle maree lunari
si volta, osserva, penetra
coi suoi occhi lattiginosi
la velata immagine
di un mondo che l'avvolge.

Dondolando, in silenzio
solo nella mente
pensieri vociferi
disegnano in me la realtà d'uno specchio.

Un Sogno Vivente...

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poesie


mercoledì, 07 gennaio 2009 ore 17:15

Post Scriptum...

Si "progetta" un nuovo blog. Un po' diverso. Si spera anche nei... contenuti.

Ni vidimo.

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mercoledì, 07 gennaio 2009 ore 16:52

Schopenhauer mi sta ispirando molto ultimamente.

Ho intenzione di scrivere un libro: "L'arte di farsi problemi".
Non dico assolutamente di essere un'esperta in questo campo, data la mia breve esperienza di vita.
Ma c'è da notare che mi sono data veramente da fare; nel crearmi problemi intendo. Forse ne verrebbe fuori qualcosa di creativo e utile. Un po' contradditorio come progetto, certo... ma sarebbe sicuramente meglio di lasciarsi "cullare" dalla corrente dei problemi stessi. Dai loro labirinti irrisolvibili.

Per il resto... spero che mettendo un po' di "ordine" nella mia vita e cercando di non fare troppo "malesangue" per tutti gli ostacoli che incontro... riemerga in me un po' di quella voglia di vivere, di creare, di essere, di agire, di partecipare al mondo, che negli ultimi anni si è affievolita sempre più.

Una cosa purtroppo è certa... finchè sarò qui e in questa casa, non sarà possibile nessun cambiamento reale. O almeno, rilevante. Ci saranno sempre gli stessi schemi, le stesse azioni e reazioni. E non si andrà da nessuna parte.

TUTTAVIA... non ho voglia di stare a subire troppo quello che mi viene addossato, tra sensi di colpa e "imposizioni". A volte mi ritengo fin troppo fortunata, altre (anche se sono sempre di meno) veramente sfigata. E' proprio vero che non ci accontentiamo mai! E forse, sinceramente, è questa insoddisfazione di fondo che ci porta sempre più in alto.
L'unico rischio, è diventarne schiavi. E quanti sono caduti in questa trappola, altrettanto infelici di chi "crede" di accontentarsi, ma si lascia semplicemente trascinare dagli eventi, dagli altri, si estrania dalla propria vita, per paura di affrontare la realtà... di lottare per raggiungere i propri sogni.

Al di là di questo... credo di soffrire o di andare verso le crisi di nervi. Magari è solo una delle mie ennesime convinzioni assurde. Però la tensione è sempre, ogni giorno, enorme. E per tutti. E io non ne posso più.

Non vedo l'ora di andarmene. Pur rimpiangendo la mia "casa", la casa ovvio, la mia "vita" paesana, la mia ovvio, e tutto ciò che è legato a questa mia terra, amata e detestata allo stesso tempo. Spero un giorno di riviverla per tutta la sua bellezza e le sue verità. Per il suo fascino e la sua interminabile fantasia. Ma non è ancora vicino, purtroppo. Ne dubito.


domenica, 04 gennaio 2009 ore 23:33

Vorrei trovare le parole... almeno per parlare. Per descrivere, per esprimere.

Eppure non le trovo, non ci sono, sono svanite nel nulla. A volte affiorano, ma inaccettate, rifiutate svaniscono. Si perdono. Evaporano.

Nonostante io cerchi di emergere, tutto risprofonda, nel buio della notte. Nel buio di questa notte.

Quando la vita si spegne, il "da fare" si esaurisce lentamente. E la mente è sola nel buio, come il cuore che l'accompagna.

Lì non c'è scampo. Non c'è mai scampo. Solo la stanchezza ti aiuta, a perder subito coscienza.

Ma quando le energie sono troppo forti per viaggiare altrove, troppo concentrate, troppo vive. E' dura demordere. E' dura abbandonarsi al sonno. Al riposo. Dura... e io non mi aspetto di dormire. Non me l'aspetto più. Perché non accade mai. Mai.

Mi muovo e mi sento una ragazza di vetro, fragile e tintinnante. Delicata come un fiore non ancora sbocciato.

Forse è la volta buona, per rompermi. Per spezzare il mio stelo. Forse.

O la volta buona per superare il vento ululante e le sue sferzate, per crescere più forte.

Ma queste sono solo congetture. Solo pensieri. E i pensieri non servono a un cazzo. Solo a illudersi. Illudersi.

 

Non è mai stato così duro con me l'amore. Ora lo posso toccare l'amore. Volevo toccarlo? Soddisfatta. L'ho toccato... ma non pensavo nella sofferenza. Pensavo dentro qualcosa di più bello. Ma pazienza.

Ciò che chiediamo. Ci viene dato. Ma non sappiamo mai come. O non ce ne rendiamo conto.

O formuliamo male le richieste... o con pochi dettagli.

Fatto sta... che sono stata accontentata. Ma non come mi aspettavo.

Pazienza.

...........Pazienza...........


sabato, 03 gennaio 2009 ore 22:46

 

 

 

Mai stata così fragile in vita mia...

Mai...

 


domenica, 28 dicembre 2008 ore 11:43

La realtà mi sfugge fra le mani...

forse non ho sofferto abbastanza da voler cambiare davvero.

Forse ci trovo veramente, un gusto enorme, che mi spinge a farlo ancora, e ancora.. e ancora.

E sto ancora qui, ferma, in stallo. Moti nel corpo che mi spingono a fare l'assurdo, per recuperare un poco il perduto, per  l'inerzia e l'assenza quotidiana.
L'assurdo... all'ultimo momento. Senza mai rendersi conto di quello giusto, di un percorso, graduale. Di una disciplina. All'ultimo momento. Giocando a carte con la vita.

Ma di ultimi momenti ne abbiamo pochi nella vita. Sono contati e alla fine quelli buoni, si esauriscono. All'ultimo momento poi, sarà una tortura. E forse allora cambierà veramente qualcosa.
Forse in quell'istante, si capirà, capirò, che non si può aspettare troppo e lasciare che le cose accadino... e che il libero arbitrio non vale più quando il "dado è tratto" quel dado che veloce, rotolando, scompare nel buio.

Delusione. Che parola forte. Piena di energia compressa e infelice. Delusione che non muore. Che preme. Palpita e si contorce. Una vedova nera che tesse la sua tela mortale attorno al cuore.

Chiusa, stretta in questa morsa. Guardo intorno l'impermanenza delle cose. E rido, isterica. Per la sua banale evidenza. Rido... accorgendomi che è un modo come un altro, per fuggire dal dolore. Un modo come un altro... per illudersi, di accettare un cambiamento, passandolo per un fine divino.

La realtà è come la vogliamo. E non come ci dicono che sia...
A volte facciamo nostre, realtà professate da altri maestri. Quelle che ci fanno più comodo, che ci possono aiutare, in qualche modo. Ad ottenere ciò che vogliamo. Ma cosa vogliamo davvero? Lo sappiamo?

Io sono ancora in alto mare, se sapessi già cosa vorrei, il mistero della mia vita sarebbe risolto e il destino mi farebbe morire dopo poco. E' il corso degli eventi. La felicità assoluta, è irraggiungibile in questa terra. E molti che hanno cercato di viverla nella piena consapevolezza della bellezza e della perfezione delle cose, hanno ottenuto soltanto di confondere tale consapevolezza con la piena indifferenza e impassibilità alla vita. All'eliminazione di ogni emotività. Lì si muore. Muore l'ego. Sì. Ed è ciò di cui abbiamo più paura. Di perderci, dopo la sua morte. E io credo esista questa perdizione. Perché insieme all'ego muore il corpo. La mente e il corpo sono una cosa sola. L'una dipende dall'altra.

Anche a me piacerebbe essere felice. E dimenticare cosa vuol dire soffrire...
Ma non mi fido. Di chi mi dice, che eliminando le emozioni, io possa essere felice. Sarò maledettamente legata ad esse... ma sono convinta che siano parte integrante di noi stessi... e che senza di esse non sia possibile scoprire la meravigliosa bellezza della vita.

Sono GRATA di poter sentire le mie emozioni. Anche se mi fanno tanto soffrire a volte. E NON INVIDIO, coloro che hanno raggiunto lo stato di totale e irreversibile distacco da esse. Perché sono tanto perduti, quanto lo sono coloro che si sono abbandonati totalmente ad esse.
Non vorrei mai né l'uno né l'altro. Solo imparare ad osservare le mie emozioni e insieme a viverle pienamente. Questo è ciò in cui credo.
E no, lasciatemelo dire, le tante cazzate che girano... e non fanno altro che scusare da un estremo all'altro le vie di fuga dalla sofferenza. In medio stat virtus. Avevano ragione, o no. L'equilibrio è la reale meta armonica della mia esistenza. E anche la più impossibile da vivere...

Maledizione... mi complico sempre la vita.


sabato, 27 dicembre 2008 ore 21:22

Nonostante le lotte e gli ostacoli. Nonostante il dolore. Nonostante tutto. Nonostante il maledetto mal di testa che mi sta perforando il cervello. Sono felice. E soprattutto, sono grata.

Perché mi rendo conto di quanto sia fortunata e di come a volte mi sembra quasi che mi giunga un aiuto dal cielo. Come se ogni cosa si muovesse verso di me, nel modo giusto. Nel modo perfetto.

E in questi momenti, mi chiedo, come sia possibile una cosa del genere. Quasi come se una divina energia celeste mi proteggesse e mi aiutasse nei momenti più difficili.

E così, sussurro "grazie".

Grazie a tutti... per fare parte di questo magico disegno divino. Grazie alle vostre azioni e ai vostri pensieri che mi conducono dolcemente come una corrente... verso la mia casa, verso il mio destino.

E amo. Amo coloro per cui ho sofferto.

Amo... amo proprio te. Che svanirai. Nuvola eterea. Troppo veloce, per prender forma.

Svanirai ai miei occhi e io avrò nella bocca zuccherata il tuo sapore. Lo avrò e lo farò mio.

Lo farò mio... quel sapore.

 

Vola Luce!





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Ispirated to Sydhera Art Work