Non ho mai amato scrivere a forza. Ho sempre pensato che l'arte dello "scrivere" fosse qualcosa da coltivare nella spontaneità. Semplicemente un modo per esprimere e dar forma a ciò che percepiamo con i nostri sensi. O a ciò che pensiamo. A nostre riflessioni. A ciò che impariamo nella vita, non solo a scuola o perché ce lo dice "qualcuno". Ma ciò che all'improvviso illumina la nostra mente obnubilata dall'oblio dell'ignoranza. Un'intuizione.
Ecco. Un'intuizione. Stesa su carta con poche gocce d'inchiostro; a volte strisciante, altre appuntita, o dolce, o tremolante. Ogni tratto racchiude in sé un mondo di emozioni.
Anche se ammetto... da parte mia, scrivo più per de-scrivere... cerco di stimolare l'immaginazione di chi legge, allo stesso modo di come è stata stimolata la mia.
Così che la poesia, non sia nelle mie parole... ma nella vostra immaginazione, nella mente e nel cuore di chi le riceve e le modella come meglio sente.
Forse le poesie che ho scritto sinora, sono state più fini a se stesse che dirette a qualcuno.
Forse ho cercato di cimentarmi nel renderle più arzigogolate, ridondanti, artificiose. Ma per farlo bisogna entrare nella poesia, nuotarci dentro, conoscerne ogni singolo segreto, ogni "trucco". Non è il mio caso. Di solito scrivo di getto, quel che sento, quel che mi viene.
Per cui ho "sbagliato"... ho cercato di realizzare qualcosa che non ero realmente capace di fare.
E chino il capo verso i "veri" poeti, che hanno fatto vibrare i cuori, e anche il mio cuore, di tante e tante persone.
Quello che continuerò a fare... sarà "poetare" con i mezzi che ho...
anche con tre semplici puntini... vorrei rendere l'idea e la sensazione che celano. Tre semplici puntini... l'infinito, l'indeterminatezza, la perfezione, il dubbio, l'etereo... In tre semplici puntini...
...


























